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EVENTI IN GALLERIA VIRTUALE

VIAGGI NEL TEMPO

Ottati Attraverso la Storia di Illustri Personaggi

Ottati Attraverso Eventi e Fatti Accaduti

Ottati e la Grande Emigrazione

Ottati e le Sue Chiese

Nella GALLERIA VIRTUALE del Museo MUVIO continua la Mostra

«VIAGGI NEL TEMPO» con le Sezioni dedicate al Borgo Unesco di Ottati.

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OTTATI ATTRAVERSO LA STORIA DI ILLUSTRI PERSONAGGI

Storie di famiglie, uomini e donne, con origini nobili e non, che hanno intrecciato la loro vita con quella del piccolo borgo di Ottati e si sono distinte per qualità, impegno o talento. Persone già note e altre meno, afferenti a vari ambiti delle arti, delle scienze, della politica, etc, con storie che sorprendono, ispirano e hanno segnato il destino di una comunità

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476–1000 d.C.

L’IMMPERO ROMANO E I NORMANNI

L'Italia meridionale è in parte sotto l'influsso e la protezione dell’IMPERO ROMANO D'ORIENTE che termina quando un normanno, Rainulfo Drengot, di ritorno da una crociata, assume il ducato di Aversa. Da quel momento i Normanni dilagano nell'Italia del sud, cambiandone completamente la fisionomia.
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800–900 d.C.

I SARCENI E I TURCHI

Numerose famiglie di Paestum che sono costrette a lasciare le loro terre per i frequenti attacchi e saccheggi dei SARACENI e dei PIRATI TURCHI si rifugiano nell’entroterra considerata più idonea per la difesa.
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1031

I LONGOBARDI E I NORMANNI

Il Feudo di Ottati fa parte del potente DUCATO LONGOBARDO DI SALERNO; prima in possesso di GUAIMARO IV (1013- 1052) e poi di suo figlio GISULFO II (1030-1091) che nomina suo successore il fratello GIOVANNI.
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1060 

I LONGOBARDI E I NORMANNI

Ai Longobardi subentrano i NORMANNI rappresentati da ROBERTO IL GUISCARDO DEGLI ALTAVILLA. A Giovanni segue nel possesso del Feudo LAMPO DI FASANELLA (…-1155),Connestabile del Regno,  che sposa sua figlia Emma. Lampo è nipote di Malfredo Conte del Castello di Fasanella (1086) e figlio di Guaiferio comitis de Fasanella.
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1145

GUGLIELMO DI POSTIGLIONE

Dopo la morte occorsa durante la ribellione contro Guglielmo d’Altavilla, Lampo è privato dei titoli e i Feudi di S. Angelo di Fasanella, Pantoliano, Castelcivita e Sicignano degli Alburni vengono avocati dalla Curia Regia che li vende a GUGLIELMO DI POSTIGLIONE. Guglielmo è uomo di coraggio e di specchia rettitudine, giustiziere regio, fedelissimo all'imperatore e avveduto amministratore poiché allarga i confini del Feudo. Ha due figli: Tancredi e Guglielmo II.
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1145

IL FEUDO DI GUGLIELMO DI POSTIGLIONE

Il Feudo di Ottati fa parte del potente DUCATO LONGOBARDO DI SALERNO; prima in possesso di GUAIMARO IV (1013- 1052) e poi di suo figlio GISULFO II (1030-1091) che nomina suo successore il fratello GIOVANNI.
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1184-1284

TANCREDI DI POSTIGLIONE E PANDOLFO DI FASANELLA

1184 – Il Feudo  comprendente Aquara, Castelluccio, Civita Alburno, Controne, Corneto, Pantoliano, Ricigliano, San Zaccaria, Selvanegra e Serre passa in eredità al primogenito TANCREDI BARONE DI POSTIGLIONE (1134-1194 e, successivamente, nel 1284,  al marito di sua figlia Alessandrina, PANDOLFO DI FASANELLA, Capitano Imperiale in Toscana, Senatore Romano, Vicario del Principato, Giustiziere a Bari e Otranto, Governatore di Capua. Pandolfo è anche lui di stirpe normanna ed è molto stimato dal re Federico II di Svevia che tuttavia tenta in tutti i modi di catturarlo quando scopre che egli è a capo di una congiura di palazzo contro di lui. A Pandolfo non resta che fuggire da Papa Innocenzo IV, in quel momento acerrimo nemico di Federico II.
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1240

GIOVANNI DA PROCIDA

1240 – GIOVANNI DA PROCIDA, nato a Salerno e marito di Pandolfina, unica figlia di Guglielmo II, diventa medico personale di Federico II che gli concede il Feudo.
1250 – Muore Federico II soffocato dal figlio Manfredi e il trono passa al figlio Manfredi, avuto dalla protetta del Papa, Bianca Lancia, e i fuoriusciti Salernitani tornarono in patria per essere rivestiti dei loro domini. Tra essi c’è DOMENICO, il secondo figlio di Guglielmo II che viene insediato al posto di Giovanni da Procida. Ma alcuni di coloro che sono ritornati in patria e sono stati reinsediati nei loro domini si ribellarono. La reazione di Manfredi è spietata: incarcera e giustizia quasi tutti e tra questi Domenico da Postiglione viene portato a Foggia e impiccato. Il Feudo torna in possesso di GIOVANNI DA PROCIDA.
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1145

IL FEUDO DI GUGLIELMO DI POSTIGLIONE

L'Italia meridionale passa alla dinastia dei D'Angiò; Carlo, fratello di Luigi IX re di Francia, viene nominato re di Napoli. I fuoriusciti che si sono ribellati a Manfredi tornano nei loro possedimenti e il Feudo viene ceduto da Giovanni da Procida a PANDOLFO DI FASANELLA già citato. Per via dei cambiamenti il Feudo si è alquanto impoverito, ma per fortuna, reinsediato Pandolfo, stimato molto da Carlo I d'Angiò, esso trae profondo beneficio dalla posizione del suo feudatario e le sue condizioni generali migliorarono.
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1291

LA FAMIGLIA SANSEVERINO

Muore senza eredi Pandolfo Da Fasanella e il re Carlo II d'Angiò vende la Baronia di Ottati per 120 once  a TOMMASO II DEI SANSEVERINO CONTE DI MARSICO (1255-1324) la cui famiglia ha rischiato di essere annientata per aver capeggiato la congiura contro Federico II. Miracolosamente Tommaso, di soli 9 anni, si è salvato perché un fedele domestico della famiglia lo aveva condotto prima presso uno zio materno e poi alla corte del Papa Innocenzo IV, che lo aveva accolto con ogni cura e gli aveva donato in sposa una sua nipote. Tommaso II fa costruire la Certosa di Padula e capeggia la difesa del Regno di Napoli durante la guerra del Vespro. Il ramo dei MARSICO contribuisce alla stabilizzazione dell’abitato ottatese.
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1324-1355

LA FAMIGLIA SANSEVERINO

1324 – Tommaso muore e gli succede nella Baronia prima la moglie ILARIA DI LAURIA, che muore nel 1340, e poi, nel 1345, suo figlio quartogenito, RUGIERO SANSEVERINO I CONTE DI MILETO (1312-1376) avuto con Sveva di Avezzano di Grimardo di Betzan Signore di Tricarico.
1355 - Rugiero concede al nobile NICOLA DE POLLA il Feudo di Ottati.
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1367-1423

LA FAMIGLIA SANSEVERINO

1367– La Baronia passa a MARCO DI DIANO a cui succede suo figlio PETRIELLO.
1370 – RUBERTO SANSEVERINO acquista la Baronia da Petriello.
1402 – LUIGI SANSEVERINO CONTE DI MILETO succede al padre Ruberto al quale nel 1405 vengono confiscati i beni poichè resosi ribelle al Re Ladislao I.
1405 – Ladislao I concede il Feudo a PERDICASSO BARILE CONTE DI MONTE ODORISIO che lo rivendette, con il permesso della Regina Giovanna II, nel 1423, a TOMMASO SANSEVERINO.
Alla morte di Tommaso gli succede il fratello ANTONIO CONTE DI TRICARICO E MILETO che possiede la Baronia fina alla fine del 1460.
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1463-1501

LA FAMIGLIA SANSEVERINO

1463 – Con il permesso di Ferrante D’Aragona la Baronia passa a LUCA SANSEVERINO (1420-1472) CONTE DI TRICARICO E PRINCIPE DI BISIGNANO che sposa Gozzolina Ruffo.
1472 – Ai D'Angiò subentrano i D'Aragona.
1473 – GIROLAMO SANSEVERINO PRINCIPE DI BISIGNANO (1465-1487) succede al padre Luca Sanseverino.
A seguito dell'ennesima congiura, il re Ferdinando I dichiara ribelle Girolamo Sanseverino e il Feudo viene quindi incamerato della corona.
1496 – Il re Ferdinando D’Aragona decide di perdonare i Sanseverino e li reintegra nei possedimenti.
1501 – BERNARDINO SANSEVERINO PRINCIPE DI BISIGNANO (1470-1517), figlio del perdonato Girolamo e di Giovannella Caetani dell’Aquila D’Aragona, riottiene il Feudo che passa in eredità al figlio PIETRO ANTONIO SAN SEVERINO (1508-1559).
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1523-1565

LA FAMIGLIA CARACCIOLO

1523 – GIAMBATTISTA CARACCIOLO II DUCA DI MARTINA FRANCA, acquista la Baronia. Sposa Giacoma Orsini da cui ha due figli, Petraccone Caracciolo Pisquizi Duca di Martina, a cui passa il Feudo, e Giustiniana Caracciolo Pasquizi.
1557 – PORZIA CARACCIOLO acquista la Baronia. CESARE LOFFREDO eredita dalla madre Porzia la Baronia e la regge fino al 1580.
1565 – MARCANTONIO PEPE BARONE DI SANT’ANGELO A FASANELLA succede a Cesare.
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1581-1662

LE FAMIGLIE PEPE E GIOVENE

1581 – PORZIA PEPE, figlia di Marcantonio va in moglie a  Belisario Acquaviva di Aragona, succede  al padre nel possesso della Baronia di Fasanella.
1594 – LUCREZIA DELLA MARRA, nel mese di novembre, acquista la Baronia di Fasanella da Porzia Pepe.
1606 – GIOVANFRANCESCO GIOVENE acquista la Baronia all'asta pubblica.
1626 – ANTONIO IOVENE,  figlio di Gianfrancesco, succede al padre nel possesso della Baronia che, nel 1662, gli viene confiscata per aver contratto debiti.
1636 – GIOVANNI FRANCESCO GIOVENE eredita dal padre Antonio le Terre di S. Angelo, Ottati, Ottatello e il Feudo della Civita.
1644 – GIOVAN BATTISTA GIOVENE è insignito da re Filippo IV d'Asburgo-Spagna col titolo di duca di S. Angelo a Fasanella, Feudo in Principato Citra. Il popolo stanco di subire le angherie del Duca lo costringe alla fuga.
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1664-1666

I CAPECE GALEOTA

1662 – La Baronia di Fasanella sequestrata per debiti a Antonio Giovene viene amministrata fino al 1666 dal Regio Giudice Delegato.
1664 – Le Terre di S. Angelo, Ottati, Ottatello ed il Feudo della Civita sono vendute a GIACOMO CAPECE GALEOTA (1617- 1680) I DUCA DI SANT ANGELO.
1666 – A Giacomo Capece Galeota gli succedono progressivamente il figlio FRANCESCO e poi il di lui figlio GIACOMO.
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1774-1777

TOMMASO MARICONDA

1738 – A causa di una lite con uno zio della moglie Duca di Regina si estingue la Baronia di Fasanella divisa in Corleto, S. Angelo e Fasanella diroccata da una parte e Ottati, Ottatello inabitato, Civita alburna abbandonata e Murecina dall’altra.
1738 – LUIGI SANSEVERINO PRINCIPE DI BISIGNANO, marito di seconde nozze di Cornelia Capece Galeota viene in possesso di Ottati, Ottatello inabitato, Civita alburna abbandonata e Murecina e li detiene insieme al figlio Francesco fino al  1774.
1774 – Il CONTE DI SAPONARA FRANCESCO SANSEVERINO vende i Feudi di Ottati, Civita e Bellosguardo a TOMMASO MARICONDA PRINCIPE DI GARAGUSO con istrumento del 17 luglio per 63.187,09 ducati.
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1781

SAN OTTATO DI MILEVI

La tela posta sull’altare della Chiesa di San Biagio raffigura SANT’OTTATO DI MILEVI ai piedi della Madonna (la tela in parte è stata strappata da ignoti quando nei giorni di Natale del 1980 cercarono di rubarla).
Nella volta della sagrestia della Chiesa di San Biagio sono raffigurati San Gaetano e Sant’Ottato di Milevi inginocchiati ai piedi della Madonna in gloria; al di sotto delle immagini è raffigurato il paese di Ottati.
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1820-1845

ANDREA E NICOLA MARICONDA

1820 – Il Feudo di Ottati passa prima al fratello di Tommaso, ANDREA MARICONDA e poi al di lui figlio NICOLA MARICONDA.
1845 – I beni feudali dei Mariconda sono pignorati e venduti all’asta giudiziaria.
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1873

ACHILLE COSTA

Achille Costa, entomologo e scienziato nativo di Lecce e professore all'Università di Napoli, viene invitato a Ottati dal  dottore Pietro Gatti. Giunto nel Borgo il professore Costa intraprende una ricerca sugli insetti e su quanto presente in natura sia nel paese che nei monti Alburni. Rientrato a Napoli espone i risultati delle sue ricerche all'Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche, Sezione della Società Reale di Napoli, in una Relazione avente per titolo “Una peregrinazione zoologica sui monti dell'Alburno”.
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1881

COSIMO DE GIORGI

Nel suo peregrinare per i paesi del Cilento, il dottor Cosimo De Giorgi, arriva a Ottati dove viene accolto dal dottor Giovanni  Aquaro che gli fornisce molte notizie sul paese. Il De Giorgi non si limita allo studio della geologia e del territorio, ma fa un'attenta analisi sociologia della vita degli uomini e delle donne, dei galantuomini e dei contadini del territorio esplorato. Nel suo libro «Viaggio nel Cilento. Gli uomini, le donne, la terra, i paesi, i monti, i fiumi» egli descrive proprio la vita dei contadini nelle loro umili case e quella nelle ville della borghesia terriera, parlando di lavoro e emigrazione.
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1912

ITALO ROCCO

Nasce a Ottati Italo Rocco. Egli fonda la Rivista letteraria italiana “Silarus”, nome latino del fiume Sele. Nella sua vita è docente, educatore, preside, maestro del sapere, poeta e scrittore; un faro di riferimento per le giovani generazioni, travolte dagli eventi bellici che hanno raso al suolo,  in enorme percentuale, il centro abitato e paralizzato l’istruzione pubblica. Il suo lavoro portato avanti con la caparbietà della gente d’Alburni, lo porta a ricevere molteplici riconoscimenti tra i quali anche uno da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano.
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OTTATI ATTRAVERSO EVENTI E FATTI ACCADUTI

Ci sono eventi così importanti per la STORIA DI UN TERRITORIO che non possono essere dimenticati.

Una Mostra Virtuale per scoprire, capire e “vivere” gli avvenimenti, i più interessanti e particolari, che hanno segnato la provenienza, l’origine e la vita del piccolo Borgo di Ottati. Mille anni vissuti dalla popolazione Ottatese a partire dai primi insediamenti che abitarono il Borgo, alla congiura di Capaccio contro Federico II, alle carestie, la peste e i terremoti fino ad arrivare alla decadenza del feudalesimo e alla grande guerra.

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OTTATI AE LA GRANDE EMIGRAZIONE

Una Mostra Virtuale per scoprire, capire e “vivere” il fenomeno dell’emigrazione italiana tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Ottatesi insieme a milioni di italiani lasciano il paese per cercare migliori opportunità economiche e sfuggire alla povertà e all'instabilità politica. Diretti per lo più verso gli Stati Uniti, l’Argentina e il Brasile, influenzano profondamente la demografia e la cultura italiana contribuendo a creare comunità italiane all'estero.

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OTTATI E LE SUE CHIESE

In Mostra Virtuale le Chiese, le Cappelle e i Monasteri del piccolo borgo. Dalla Chiesa parrocchiale di San Biagio e della SS. Annunziata ai Monasteri dei Domenicani e dei Cappuccini senza tralasciare il Santuario della Madonna del Cardoneto e le numerose Cappelle alcune delle quali ancora presenti e attive sul territorio. Un viaggio nella storia delle Chiese di Ottati  che ha segnato anche quella del paese e dell'intera comunità.

PALAZZO BARONALE DI OTTATI

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